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Personalmente mi ritengo piuttosto lunatico e non potrei mai dare un giudizio definitivo sul mio rapporto con la vita. Ci sono giorni in cui la prenderai a calci nel sedere, giorni in cui esser nato o meno non ha grande importanza, giorni invece in cui sento persino il bisogno di ringraziare qualcuno (stendo un velo pietoso sul chiaro riferimento intrinseco nella parola) per avermi donato questa "forma". Credo nelle energie interiori che si cibano delle nostre angosce, come credo nel fatto che la vita è nella maggioranza dei casi una vera paranoia. Credo nella creatività, anzi sono convinto che proprio il comporre e il creare siano le uniche cose che ci permettano di sfuggire al nichilismo rassegnato o non (come nel caso dei suicidi).
Comininciamo dagli albori: chi, come, dove, quando. Beh, credo che queste quattro domandine non siano solo il modus agendi di un giornalista ma bensì le classiche domande che ci poniamo noi comuni mortali quando cominciamo ad interrogarci sui perchè dell'esistenza.
Non
ho nessuna intensione di criticare quelle che sono le risposte che moltissime
persone si danno giorno per giorno nelnostro fottuto pianeta ma solo
discutere di ciò che accade quando alla prima domanda rispondiamo con
"nessuno". Sostituendo alla prima risposta il termine nessuno
si ricorre alla logica constatazione che l'universo c'è sempre stato
e che noi siamo semplicemente il frutto dell'evoluzione della materia,
giacchè affermando l'essere bisogna necessariamente negare il nulla
e quindi concedere all'essere l'eternità. Le altre tre domande perdono
naturalmente significato, continuando ancora ad ignorare il fatto che
possano averne qualcuno anche con le risposte pre-citate. Ma dove sta
il problema allora, sono materialista e credo nella morte biologica...
che bisogno ho di farmi altre domande? La storia insegna che il percorso
spirituale del religioso è sicuramente più breve di quello dell'ateo
più convinto; non è una verità la constatazione della non esistenza
di dio? E non dovrebbe essere questo un solido scoglio Naa,
non credete che sia facile sopravvivere a questo. Anzi, se devo essere
sincero mi sarei suicidato già da tempo. Fortunatamente madre natura
ha provveduto a dotarci di una trascurabile qualità: la capacità di
provare emozioni. Certo non è bello pensare che quando ti innamori quello
che ti fa passare l'appetito e perdere il sonno è solo il frutto di
una banale anfetamina che gioca a golf con i tuoi neuroni. D'altra parte
al provare tale sentimento il tuo "cuore" comicia a dettarti
dolci parole, componi poesie, idealizzi l'oggetto della tua passione,
soffri e ti masturbi il cervello in continuazione... insomma, ridimensioni
una fottuta reazione chimica che nel caso delle bestie si ridurrebbe
ad una sempice scopata. E forse sta proprio in questo la grandezza dell'uomo,
ciò che sopra ogni Qualcuno mi ha accusato da poco di tradire il movimento nihilista. Beh! Francamente ho poche risposte da dare all'enigmatico individuo che ha scritto le quattro righe di fuoco, penso di essere una persona che ha in odio lo stesso concetto di movimento che per definizione rappresenta fede in qualcosa quando l'unica verità che l'uomo può inseguire è quella della propria esistenza. E allora grido al mondo: VOLONTA' DI POTENZA... non è questo che il buon Nietscke sosteneva a danno del nichilismo?! E continuo a gridare "amor fati" perchè già abbiamo la grande fortuna di poter comprendere la realtà fuori da noi, di non essere delle creature passive. W la coscienza Nicola |